notizie e informazioni su calcolosi urinaria

(a cura del Dr. De Dominicis Mauro)

1. CALCOLOSI URINARIA E INFEZIONE

La calcolosi urinaria può associarsi ad infezione delle vie urinarie. In alcuni casi l'infezione è secondaria all'ostruzione delle vie urinarie con ristagno di urine o può causata da alcuni germi presenti nel calcolo.  A volte, invece, alcuni batteri presente nelle urine causano un aumento del PH urinario con formazione i calcoli di struvite (calcoli da infezione). Questi calcoli possono crescere molto rapidamente e occupare a stampo tutto l'interno del rene.
I calcoli da infezione rasentano il 10-15% di tutti i calcoli urinari.
La calcolosi a stampo può essere trattata con tecnica extracorporea, endoscopica o percutanea.
La completa rimozione del calcolo è fondamentale per il successo della successiva prevenzione.
Per quanto riguardala terapia antibiotica è consigliato assumerla solo per la cura di episodi sintomatici acuti al fine di ridurre al minimo il rischio di resistenza agli antibiotici stessi.
Lo scopo della terapia farmacologica è mirato all'acidificazione delle urine. Tra i farmaci impiegati è stato osservato che la L-metionina (500 mg/die) riduce il rischio di infezioni e le recidive di calcolosi struvidica.

2. STORIA DELLA NEFROLITOTRISSIA PERCUTANEA

È una tecnica endourologica finalizzata al trattamento della calcolosi renale tramite un accesso percutaneo.
Nel 1863 fu eseguito descritta la prima puntura percutanea del rene allo scopo di drenare il rene di un bambino con una ostruzione congenita delle vie urinarie.
Nel 1941 fu effettuata la prima asportazione di calcolo renale attraverso un foro nel rene ottenuto chirurgicamente.
Nel 1976, sotto controllo radiologico, fu eseguita la prima nefrostomia percutanea con estrazione dei calcoli renali.
In seguito all'applicazione di varie fonti di energia per la frantumazione di calcoli (soprattutto gli ultrasuoni) ci fu una rapida diffusione su scala mondiale della nefrolitotrissia percutanea (PCNL).
Negli anni '80 la PCNL fu messa da parte a causa dell'avvento della litotrissia extracorporea (ESWL), ma riprese lo slancio negli anni '90 grazie a tecnologie emergenti (tecniche chieriche, strumentazione flessibile, energia laser. Queste ultime hanno portato la PCNL verso la strada della mini-invasività fino allo sviluppo della mini-percutanea e micro-percutanea.   

3. PREVENZIONE DELLA NEFROLITIASI

Lo sviluppo della nefrolitiasi è un processo multifattoriale, complesso e poco chiaro.
L'incidenza della nefrolitiasi è in progressivo incremento (è raddoppiata negli stati uniti negli ultimi 30 anni).
Uno dei maggiori problemi di questa patologia è l'elevata recidività che colpisce il 50% dei pazienti a 5 anni.

PREVENZIONE PRIMARIA
Fattori dietetici:
I calcoli di calcio per l'80% contengono ossalato. Attraverso studi osservazionali si è constatato che c'è solo un lieve incremento del rischio di calcolosi nella popolazione a maggior apporto di ossalati. Invece è molto più evidente il rischio di calcolosi nelle popolazioni a ridotto introito di calcio alimentare.
Tra gli altri fattori alimentari studiati, il consumo di zuccheri semplici è associato ad un aumento del rischio di calcolosi, a causa di un aumento dell'eliminazione urinaria di calcio.
Gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione della calcolosi urinaria una adeguata idratazione. Non tutte le bevande sembrano avere un ruolo protettivo sul rischio di formazione di calcoli; un elevato consumo di bevande zuccherate aumenta il rischio.
Infine è stato osservato come una dieta ricca di fratta e verdura, con un adeguato apporto di latticini ed un basso consumo di proteine animali, riducesse il rischio di calcolosi.
Stile di vita:
L'obesità contribuisce in maniera importante al rischio di calcolosi.
Tale rischio è più evidente nel sesso femminile rispetto al maschile.
Inoltre una sana attività fisica costituisce un fattore protettivo indipendentemente dal peso corporeo del soggetto.

PREVENZIONE SECONDARIA
Fattori dietetici:
Una dieta ipoproteica non riduce il rischio di ricorrenza della calcolosi renale.
È stato osservato che in soggetti con iper calciuria, una dieta ricca di calcio, iposodica e ipoproteica riduce la ricorrenza di calcolosi rispetto ad una dieta con ridotto apporto di calcio.
Approcci farmacologici:
I sali di citrato riducono il rischio di recidive di calcolosi del 75%.
L'allopurinolo riduce il rischio di recidiva di calcolosi di acido urico nel 41% dei casi.

IN CONCLUSIONE
Quindi una dieta con un buon apporto di frutta fresca, verdura e latticini ed un ridotto apporto di proteine animali e zuccheri semplici sia efficace nel ridurre il rischio di sviluppare i calcoli, unitamente ad una adeguata idratazione ed al mantenimento di un adeguato peso corporeo.

4. TRATTAMENTO ENDOSCOPICO DELLA CALCOLOSI URINARIA

Negli ultimi 40 anni si è assistito alla transizione da terapie chirurgiche a cielo aperto verso approcci minimamente invasivi. A partire dai primi anni '80 furono impiegati strumenti endourologici che negli anni hanno subito evoluzioni tecnologiche e miniaturizzazioni tali da permettere di eseguire interventi e raggiungere percentuali di successo vicine al 100%.
Confrontando i maggiori lavori della letteratura è stato confermato che, per il trattamento della calcolosi ureterale, l'ureteroscopia rigida è il trattamento di scelta per calcoli ureterali maggiori di 10 mm.
Per il trattamento della calcolosi renale, l'ureteroscopia rigida o flessibile rappresenta la prima scelta per calcoli minori di 20 mm.
Quindi l'ureteroscopia (rigida o flessibile) è in grado di risolvere la quasi totalità dei calcoli urinari sia ureterali che renali.


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